Perchè i giorni più freddi dell’anno si chiamano giorni della merla?

Nella tradizione popolare, soprattutto del Nord Italia, si usa denominare gli ultimi tre giorni del mese di gennaio come “Giorni della merla” e si dice siano i giorni più freddi dell’anno. Ma da dove nasce questo modo di dire? Vediamo di scoprirlo in questo articolo.

La leggenda della merla bianca

Sull’origine dell’espressione “giorni della merla” esistono diverse versioni e ipotesi che fanno riferimento a racconti popolari o aneddoti. Una di queste leggende ad esempio narra che una merla di colore bianco, per ripararsi dal gelo, si sia rifugiata per tre giorni all’interno di un comignolo di una casa per poi uscirne il 1° di febbraio. Quando uscì non era più bianca, ma nera perchè completamente ricoperta di fuliggine. Da quel giorno in poi – dice la leggenda – tutti i merli furono neri e il periodo in cui rimase dentro il camino per ripararsi dal freddo prese il nome di “Giorni della merla”.

La merla e Gennaio dispettoso

Secondo una versione più elaborata di questa favola, la merla era in conflitto con Gennaio, mese freddo e dispettoso nei confronti del piccolo volatile. La merla era convinta infatti che Gennaio si divertisse a gettare sulla terra freddo e gelo proprio quando lei usciva dal nido in cerca di cibo. Stanca di questi dispetti, la merla un anno decise di fare scorte e rimanere rintanata tutto il mese, che all’epoca in cui questa favola trae origine, durava solo 28 giorni. Allo scadere del mese, la merla per farsi beffa di Gennaio, uscì dalla sua tana e iniziò a intonargli contro versi di derisione. Gennaio allora andò su tutte le furie e chiese tre giorni in prestito a Febbraio e in quei giorni scatenò bufere di neve, vento e gelo per punire la merla.  La merla dovette così rifugiarsi in un camino diventando nera per la fuliggine. Da quell’episodio, Gennaio ebbe 31 giorni, di cui gli ultimi tre molto freddi, e tutti i merli furono neri.

Il cannone nero sul Po

Un’altra ipotesi molto diffusa fa risalire l’origine di questo detto ad un aneddoto del 1740 raccontato dallo scrittore Sebastiano Pauli. L’aneddoto vede come protagonisti alcuni soldati piemontesi che avevano il compito di trasportare un pesante cannone di ghisa da una sponda all’altra del fiume Po. Per il suo colore nero, il cannone di ghisa era stato soprannominato Merla. I soldati erano in grande difficoltà poiché, per il peso del cannone e per le acque impetuose del fiume, non erano in grado di costruire un ponte di barche per spostare il cannone. Finché gli ultimi giorni del mese, a causa del grande freddo, le acque del fiume si gelarono e i soldati, legando il cannone con delle robuste funi, riuscirono a trascinarlo sulla superficie ghiacciata, fino ad arrivare alla sponda opposta.

La Signora De Merli

Un’altra spiegazione avanzata sempre dallo scrittore Pauli si ricollega ad un aneddoto simile a quello del cannone nero: una nobil signora originaria di Caravaggio che faceva di nome De Merli doveva attraversare il fiume Po per raggiungere il marito e vi riuscì solo quando a fine gennaio le acque del fiume si gelarono.

Storie simili o varianti di questi racconti fanno parte di molte tradizioni contadine di borghi e paesini del Nord Italia, e qualche traccia ne rimane anche nei canti popolari che hanno come tema il freddo dell’inverno. C’è anche un altro detto che riguarda gli ultimi 3 giorni di gennaio che dice “se i giorni della merla sono freddi, la primavera sarà bella; se sono caldi, la primavera arriverà in ritardo”.

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