Le tradizioni pasquali in Trentino

In Trentino, come in molte regioni italiane, il periodo pasquale è legato ad usanze e tradizioni tramandate di generazione in generazione. Usanze che riguardano i più piccoli, rituali religiosi e naturalmente la cucina. In questo articolo abbiamo raccolto le principali.

La Settimana Santa tra preparazioni tipiche e usanze

Partiamo in ordine. La Domenica delle Palme in Trentino-Alto Adige è legata all’usanza che prende il nome di “Palmbesen”, probabilmente la più famosa di questo periodo sul territorio. Il Palmbesen è un mazzo di rametti d’ulivo legato da nastrini colorati che viene portato in chiesa dai bambini per la benedizione della prima Domenica di Pasqua. Il mazzo di rametti di ulivo, dopo la benedizione, viene poi conservato nelle case e utilizzato come decorazione. Se nel periodo di Pasqua incombe un temporale, tradizione vuole che bruciando il mazzo benedetto nella stufa di casa si tengono lontane le “sventure”.

Il Giovedì Santo, anche chiamato “giovedì verde” in Trentino, è dedicato alla colorazione delle uova di Pasqua da parte dei bambini, che si divertono a dipingerle in mille modi. Per ottenere un colorante naturale si può usare questo procedimento che usavano le nonne, ma ancora valido: si lessano le bucce della cipolla, poi si filtra l’acqua e la si utilizza per colorare di viola il guscio delle uova.
Le uova, poi, vengono nascoste assieme ad altri dolci e sorprese, depositate in un cestino che i bambini dovranno cercare la mattina di Pasqua.

Poi c’è il Sabato Santo, il giorno in cui termina la Quaresima, un periodo di penitenza che dura 40 giorni, in preparazione della Pasqua. In molti paesi si torna in chiesa per la benedizione delle “ceste pasquali”. I cestini vengono riempiti con il pane pasquale, uova, prosciutto, rafano e salame.
Infine, la Domenica di Pasqua, che simboleggia la resurrezione. In questo giorno in famiglia avviene uno scambio di doni, primo fra tutti le uova di cioccolata, ma anche coniglietti e campanelle di cioccolato. Durante le festività in Trentino si regala anche un tipico pane ai piccoli di casa, chiamato il “Fochaz”, dolce fatto di pasta dolce lievitata, a cui viene data la forma di un coniglio, di una gallina o di una corona.

Il pranzo di Pasqua

Il Trentino non ha un piatto tipico vero e proprio per la Pasqua, ma per questo giorno solitamente si prepara un pranzo ricco e succulento a base di cibi tipici locali come i canederli, gli strangolapreti, il coniglio in umido o il “tonco del pontesel” e il classico strudel.Oltre al tipico e caratteristico pane “Fochaz” e i viveri del cestino pasquale, non possono mancare anche “polpettine pasquali”, polpette di polpa d’agnello avvolte in una rete di maiale, cucinate al forno o con il sugo. Altro ingrediente molto noto è l’asparago bianco di Zambana, visto che il periodo primaverile è quello della sua raccolta: asparagi con uova e speck sono un grande classico dei pranzi di Pasqua.
Il momento del pasto in questo periodo, generalmente si conclude col dolce tipico, la corona pasquale, un pane dolce guarnito di uova sode.
Un altro dolce importante che viene proposto in occasione della Pasqua è la Torta di Rose, ovvero un pan brioches farcito con burro e marmellata che ricorda un mazzo di rose. Questa delizia è assolutamente da provare anche in versione salata, si può farcire a piacere, ottima con il formaggio.

Le usanze pasquali delle valli trentine

Ogni valle del Trentino festeggia la Pasqua in modo peculiare, con rievocazioni di un tempo e con simpatici giochi, tutto per rendere questo giorno un giorno speciale da vivere e condividere. Una tradizione interessante nata in Val di Fassa e in Val di Fiemme, ma oggi diffusa anche in altre valli del Trentino, è la “Pechenèda”, che consiste in un gioco che si fa in famiglia. Per poter giocare serve un cestino di uova sode colorate e poi si è pronti! Il gioco consiste nel colpire con un uovo l’uovo dell’avversario alternando le due estremità. Uno dei due tiene l’uovo fermo e l’altro lo colpisce con lo scopo di rompere il guscio dell’altro. Vince chi riesce a mantenere il proprio uovo intero…e il premio è l’uovo dell’avversario.

Importante tradizione folcloristica è la Pasqua di Caldonazzo, dove si festeggia “La Pasqua de na’ volta”. La tradizione si avvicina alla vita montanara di un tempo, quando le donne facevano il bucato e lavavano i tegami nelle fontane del paese. Proprio in questo giorno di festa viene rispolverata questa usanza. Le donne della città lavano i panni, i tegami, le pentole di rame, i mestoli e quant’altro. Gli uomini invece lucidano le zigoste, ovvero le catene dei camini annerite per l’uso invernale.
Le tradizioni Trentine sono tante e per la conformità geologica ogni valle ha mantenuto nel tempo la propria.
Anche se il periodo che stiamo affrontando non è certo facile, ci auguriamo che possiate trascorrere le festività di Pasqua nel migliore dei modi e che porti gioia e serenità a voi e alle vostre famiglie!

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